Glossario

Tratto da “Esserci tutti” idee, progetti, leggi del 2003 Anno europeo delle persone con disabilità a cura di Franco Bonprezzi

Direttiva europea 2000/78/CE

Approvata nel novembre 2000 dal Consiglio della Comunità Europea, stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro. Proibisce ogni discriminazione, diretta e indiretta, basata sul credo religioso, sulle convinzioni personali, sulla disabilità, sull’età e le tendenze sessuali.
Per essere applicata nell’ambito degli Stati membri della UE, deve essere recepita nella legislazione nazionale.

Non discriminazione

Secondo la giurisprudenza della Corte di Giustizia europea “una discriminazione consiste nell’applicazione di norme diverse a situazioni analoghe ovvero nell’applicazione della stessa norma a situazioni diverse”. Il principio di non discriminazione, dunque, tende a garantire la parità di trattamento tra le persone, quali che siano la nazionalità, il sesso, la razza o l’origine etnica, la religione o le convinzioni personali, un handicap, l’età o l’orientamento sessuale.

EDF - European Disability Forum

Il Forum Europeo sulla disabilità è un’associazione europea costituita dai 17 Consigli Nazionali sulla Disabilità dei Paesi membri dell’Unione Europea, più Norvegia e Islanda, e da 80 Organizzazioni non governative europee di persone con disabilità e delle loro famiglie. Rappresenta più di 37 milioni di disabili in Europa ed è un organismo consultivo riconosciuto presso l’Unione Europea ed il Consiglio d’Europa. Il suo obiettivo è assicurare a tutti i cittadini disabili il completo accesso ai diritti umani e civili, mediante un coinvolgimento attivo nello sviluppo della politica e nell’Unione Europea.
In Italia è rappresentato attraverso il Consiglio Nazionale sulla Disabilità, suo membro fondatore.

ICF

È la nuova "Classificazione internazionale del funzionamento, della salute e disabilità" pubblicata nel maggio 2001 dall’OMS. Sono 191 i Paesi che l’hanno riconosciuta come la nuova norma per la salute e disabilità. L’ICF non è una classificazione che riguarda un gruppo ma riguarda tutte le persone, poiché tutti possono avere una condizione di salute che in un contesto ambientale sfavorevole causa disabilità. I criteri ICF pongono tutte le patologie sullo stesso piano, indipendentemente dalla loro causa.

Regole per le pari opportunità

Sono state adottate dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 dicembre 1993. Il loro scopo è di assicurare che uomini e donne con disabilità, come parti della società, possano esercitare i propri diritti e doveri come gli altri. Le regole implicano un forte impegno morale e politico nei confronti degli Stati, per intraprendere azioni per il raggiungimento delle pari opportunità delle persone con disabilità. Vi sono indicati degli importanti principi riguardanti la responsabilità, l’azione e la cooperazione.

Inclusione

L’inclusione sociale è il risultato non solo della non discriminazione, ma anche delle azioni positive messe in campo per garantire pari opportunità.
Si differenzia dal mainstreaming (ricollocare al posto ordinario ciò che è stato posto in luoghi separati e con modalità differenti) o dalla "integrazione", poiché questi ultimi termini si riferiscono unicamente alla partecipazione delle persone disabili, qualora si possa dimostrare che queste possano trarne beneficio, e che l’ambiente non sia influenzato negativamente dalla loro presenza. Alla luce di queste differenze, l’inclusione è il punto di partenza da cui non si può prescindere nello sviluppo delle politiche governative.

Articolo 13 del Trattato di Amsterdam

Il Trattato di Amsterdam è stato redatto il 2 ottobre 1997 ed è entrato in vigore il 1° maggio 1999. Esso istituisce la Comunità Europea. L’art. 13 recita testualmente: "Fatte salve le altre disposizioni del presente trattato e nell’ambito delle competenze da esso conferite alla Comunità, il Consiglio, deliberando all’unanimità su proposta della Commissione e previa consultazione del Parlamento europeo, può prendere i provvedimenti opportuni per combattere le discriminazioni fondate sul sesso, la razza o l’origine etnica, la religione o le convinzioni personali, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali".

Up